viralità

La viralità – Come funziona, dal Coronavirus alle mode

La viralità è la diffusione di qualcosa attraverso una popolazione. Qualcosa compare in un individuo all’interno di una popolazione, si diffonde e si sposta nello spazio passando da un individuo all’altro fino a diventare virale e ubiquo.

Virus, idee e mode si diffondono seguendo gli stessi principi della viralità, il che spiega molti dei fenomeni che avvengono nella società. Perché alcune malattie si diffondono e altre no? Perché alcune canzoni diventano degli hit e altre no? Perché le persone che abitano i piccoli paesi di provincia hanno una mentalità più ristretta di chi abita nelle grandi città?

Sono i principi della viralità, del come un’idea o un virus si diffondono nella popolazione. Questi principi si applicano ad ogni network, ad esempio a:

  • Malattie infettive, come il Coronavirus.
  • Memi e contenuti virali.
  • Incendi boschivi (il fuoco si trasmette da un albero all’altro come un virus si trasmette da una persona all’altra).
  • Idee e pratiche culturali.
  • Neutroni attraverso un pezzo di uranio impoverito.

Cos’è la viralità

La diffusione delle idee segue gli stessi principi della diffusione di un virus perché entrambe “viaggiano” da una persona all’altra. La viralità si applica a tutti i sistemi in cui un elemento può passare da un nodo all’altro diffondendosi in una popolazione.

Nel caso di un virus immagina ogni persona come un “nodo”. Una volta che un nodo è contagiato, il virus può passare ai nodi vicini, dai quali può continuare a infettarne altri ancora. La viralità non avviene automaticamente, il virus potrebbe non riuscire a trasmettersi da un nodo all’altro, potrebbe svanire o rimanere confinato in un piccolo sottogruppo della popolazione.

La diffusione e la viralità di un’idea all’interno di un network funzionano allo stesso modo della diffusione di un virus in una popolazione. Un “messaggio” ha una certa probabilità di passare da un nodo all’altro e diffondersi.

cos'è la viralità

Un nodo è attivo quando è portatore del messaggio o, come direbbe un epidemiologo, è infettato.

Infezioni virali

L’infezione che passa da un nodo all’altro è ciò che porta alla viralità. Ma la diffusione da un nodo all’altro avviene attraverso regole ben precise.

Nella realtà i network sono molto complessi, spesso con un altissimo numero di nodi ciascuno con un numero variabile di punti di contatto che compaiono e scompaiono nel tempo. Per capire i fondamentali del fenomeno della viralità è meglio semplificare il sistema visualizzandolo come una semplice griglia in cui ogni nodo è a contatto con altri quattro nodi e in cui il numero di nodi si estende all’infinito in tutte le direzioni.

come diventare virale

Mettiamo che il nodo centrale venga infettato. Se l’infezione si diffonde con il 100% di probabilità in ogni direzione tutti i nodi verranno infettati in tutte le direzioni.

come essere virale 2

Nella realtà la trasmissibilità non è mai del 100%. Un tasso di trasmissione del 50% ha un aspetto di questo genere:

trasmissione virus

La trasmissione dell’infezione

L’infezione potrebbe rimanere l’imitata al primo nodo e morire lì, oppure potrebbe consumarsi da sola dopo qualche passaggio senza diventare virale e diffondersi all’intera popolazione. Ovviamente, maggiore è il tasso di trasmissione, maggiore sarà il numero di nodi che verrà infettato e minori saranno le probabilità che l’infezione cessi di diffondersi. Per questo malattie molto contagiose sono più difficili da contenere.

Nell’immagine, i nodi in bianco sono suscettibili all’infezione, quelli blu sono infetti e quelli grigi non sono più attivi, cioè non posso né infettare altri né essere infettati a loro volta. Un esempio reale di nodi non attivi sono le persone che sono già state infettate e sono guarite. Non si ammalano di nuovo perché hanno sviluppato gli anticorpi contro la malattia e, non ammalandosi, non possono neppure contagiare altri.

Il principio non si applica solo alle persone e alle malattie, ma anche, ad esempio, agli alberi di una foresta durante un incendio: quelli che sono già bruciati non possono bruciare di nuovo e trasmettere il fuoco ad altri alberi vicini.

La viralità di un messaggio

In certe situazioni un nodo non viene mai rimosso e può infettarsi più volte. Avviene per esempio con la diffusione delle idee. Una delle idee che si stanno diffondendo negli ultimi anni è la meditazione. Magari inizi a meditare perché hai sentito un tuo amico parlarne bene, se stato “infettato”, ma poi dopo qualche tempo smetti di meditare, riprendi però quando un altro tuo amico ti incoraggia a farlo.

Il numero dei nodi infettati dipende dal tasso di trasmissione e dalla rapidità di recupero dallo stato infetto allo stato non infetto. Se il tasso di trasmissione è sufficientemente basso l’idea non diventerà mai virale e tenderà a morire dopo pochi passi. Se invece il tasso di trasmissione è alto l’idea diventerà virale e permarrà nel tempo all’interno della popolazione anche se non tutti saranno infettati allo stesso momento.

Quando i nodi restano suscettibili anche dopo essere stati infettati una prima volta, l’infezione, che si tratti di una moda o di un virus, tenderà a permanere più a lungo nella popolazione.

La soglia critica

Esiste in ogni network una soglia critica che separa un network subcritico (in cui l’infezione è destinata all’estinzione) da un network supercritico (in cui la viralità è possibile e l’infezione ha la possibilità di crescere indefinitamente). La soglia critica si posiziona a livelli diversi a seconda del network, ma esiste sempre. Da notare anche che un’infezione in un network supercritico ha la potenzialità di crescere per sempre, ma non è detto che accada, mentre in un network subcritico l’infezione è certamente destinata all’estinzione dopo un certo periodo di tempo.

La viralità di una fiamma in un campo bagnato

Fin’ora abbiamo sottinteso che la diffusione parta da un singolo punto iniziale, ma certi network hanno un’attivazione spontanea dei nodi. Vale a dire che esiste una probabilità più o meno grande che l’infezione sorga casualmente e spontaneamente da un nodo. In questi casi si potrebbe pensare che l’infezione si propaghi più facilmente, ma in effetti ciò che determina la viralità dell’infezione è unicamente il tasso di trasmissione. Se il network è subcritico non esiste alcuna possibilità che un’infezione possa prendere piede e diffondersi, non importa quanto frequentemente riappaia.

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Esempio dell’inizio di un “infezione” in un network supercritico

È come tentare di far attecchire un fuoco in un campo bagnato. Forse riuscirai a bruciare un paio di foglie secche, ma il fuoco morirà subito, circondato dall’umidità, non importa quante volte ci provi: il campo bagnato è subcritico. Un campo pieno di sterpaglia secca è invece supercritico: una piccola fiammella farà partire un incendio che brucerà l’interno campo. Questo è il generico funzionamento della viralità.

La viralità di idee e invenzioni

Lo stesso principio vale nei campi delle invenzioni e delle idee. Avrai sentito di idee venute “troppo presto” che sono morte sul nascere e che solo successivamente sono fiorite, reinventate da qualcun altro. Un’idea potrebbe venire reinventata più e più volte e non diffondersi finché le condizioni non sono quelle giuste. In questi casi non c’erano abbastanza nodi suscettibili, il network era troppo piccolo o l’idea non era abbastanza virale.

All’opposto, succede che esista già un terreno fertile pronto ad accogliere un’idea e quando l’idea finalmente arriva si diffonde rapidamente e viene adottata da tutti.

come generare viralità

Altre idee compaiono più volte in luoghi diversi e permangono localmente senza mai prendere davvero il sopravvento. In questi casi spesso più versioni della stessa idea convivono allo stesso tempo. Ad esempio, l’agricoltura è stata inventata indipendentemente circa 10 volte e la scrittura 3 volte.

Infezioni virali, immunità e vaccini

Se un nodo è completamente resistente all’infezione è “immune”, significa che quel nodo è per sempre escluso dalla simulazione e agisce come blocco tra un nodo infettato e uno sensibile. Un’immunità dell’80% ha questo aspetto:

viralità malattie

Immagina che i nodi scuri siano immuni e solo quelli chiari possano essere infettati. A questo livello di immunità per questo network la viralità non è possibile, l’infezione si fermerebbe molto presto anche in caso di infezioni molto contagiose. Questa è la ragione per cui i vaccini proteggono anche le persone che per qualche ragione non possono vaccinarsi, a patto che il numero di vaccinati superi una certa percentuale della popolazione.

Le persone vaccinate sono come i nodi scuri, sono impenetrabili e circondano i pochi nodi sensibili. La percentuale di nodi immuni può trasformare un network da supercritico a subcritico togliendo opportunità all’infezione di diffondersi.

Non vale naturalmente solo per i vaccini, lo stesso principio si può applicare in altri campi. Ad esempio si può mitigare il rischio che gli incendi si propaghino lasciando disboscate delle strisce di terreno. Nei reattori nucleari la catena di reazioni prodotta dal rilascio di neutroni viene interrotta da barre di controllo fatte di materiali che assorbono i neutroni e impediscono la “viralità” incontrollata della reazione.

La viralità nei network grandi e piccoli

Se ogni nodo è connesso ad altri quattro nodi un’infezione ha solo 4 opportunità di trasmettersi, ma nella realtà i network possono essere ben più complessi e grandi di così. La dimensione del network influenza la possibilità di raggiungere la viralità.

Nelle città la cerchia di conoscenze delle persone è mediamente più grande che nei paesi di provincia. Questo offre opportunità maggiori a un’infezione di propagarsi, che questa infezione sia un virus o un’idea. Certe mode non si diffondo in provincia e restano limitate alle città semplicemente perché la densità delle connessioni tra le persone in provincia non è sufficiente a sostenerle.

andare virale

La viralità nei piccoli network è meno probabile

Si dice che nei paesini la gente abbia una “mentalità ristretta”, ma in realtà è un problema matematico: un network più piccolo è in grado di sostenere meno idee. Quando una persona che vive in provincia viene esposta a una nuova idea ha la stessa probabilità di accettarla rispetto a una persona di città, ma l’idea in sé potrebbe non diffondersi e non raggiungere la viralità perché quella persona ha poche connessioni e l’idea ha basse probabilità di passare a qualcun altro. A meno che non sia estremamente contagiosa, si perderà nel nulla.

Questo fenomeno è evidente nella moda. In una grande città potresti incrociare oltre 1000 persone durante la giornata mentre in una zona rurale incontreresti poche dozzine di persone, probabilmente sempre le stesse ogni giorno. È ovvio allora come le città possano sostenere un numero maggiore di mode e trend, mentre in provincia solo le mode più coinvolgenti, quelle con maggiore tasso di trasmissione, riescono a sopravvivere e prendere piede.

La viralità è una cosa buona o cattiva?

Tendiamo a pensare che se un’idea è buona alla fine si diffonderà e arriverà a tutti, mentre se un’idea è cattiva sparirà rapidamente. Questo è vero agli estremi, ma la maggior parte delle idee non è particolarmente buona o particolarmente cattiva: sono idee che arriveranno alla viralità solo se il network lo permette.

Una conseguenza sociale della viralità delle idee è il vantaggio che i singoli traggono dal far parte di un network più grande, grazie al quale entrano in contatto con un numero maggiore di idee e dunque con un numero maggiore di informazioni e di opportunità. Chi fa parte di un’élite passa più tempo a trasmettere informazioni rispetto alla media. Le persone più popolari e più potenti hanno più legami sociali e quindi fanno parte di network capaci di sostenere idee e forme culturali non supportate dal mainstream.

La viralità su Internet

Nel campo delle idee, Internet e i media complicano notevolmente la situazione, visto che non è necessario che due persone siano fisicamente vicine l’una all’altra perché l’idea possa trasmettersi. Questo spiega la quantità sottoculture, teorie complottiste e gruppi di appassionati di vario genere che popolano Internet: l’idea normalmente non potrebbe diffondersi e rimarrebbe isolata a un singolo individuo, ma attraverso la rete l’idea può trovare un sufficiente numero di nodi sensibili, anche se non è particolarmente infettiva.

network

Internet è come un’enorme, densa città. Non stupisce che una sterminata varietà di sottoculture fioriscano online che non potrebbero esistere nel mondo fisico per pure ragioni di limiti del network. Così come le città offrono vantaggi di diversificazione e ricchezza culturale, così Internet offre standard migliori, maggiore sensibilità alle ingiustizie e maggiore accesso a nuove idee. D’altra parte, così come le città sono suscettibili a malattie che non potrebbero diffondersi nelle campagne, allo stesso modo Internet è piagato da forme culturali maligne, false notizie e complotti.

La viralità dell’intelligenza

In un tempo in cui la scrittura non esisteva le idee potevano solo passare da una persona all’altra attraverso il contatto diretto tra persone. Questo fatto, sommato a network molto più piccoli, faceva sì che la diffusione di un’idea era lenta e improbabile. La scrittura, e poi i mezzi di comunicazione come radio e tv, ha facilitato il passaggio di idee e informazioni. Internet rappresenta un’ulteriore salto nell’ordine di grandezza dei network e quindi della quantità di idee accessibili.

Se si guarda alla storia delle invenzioni scientifiche e tecnologiche, ma anche alle fioriture culturali e artistiche, si nota che inventori, scienziati e artisti si concentravano spesso nello stesso luogo. La ragione è che più il network è grande più è facile che sia supercritico riguardo a un’idea. Molte delle più grandi invenzioni non sono state il frutto solo del singolo genio, del singolo “nodo”, ma della vicinanza con altri nodi che lo hanno “infettato” con una serie di idee che hanno fatto da substrato di base per arrivare alla nuova idea. Il network ha anche permesso alla nuova idea di diffondersi anziché sparire immediatamente insieme al suo inventore.

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