Impotenza appresa – Quando impariamo a non essere capaci

Il fenomeno chiamato impotenza appresa si riferisce alle situazioni in cui le persone sperimentano ripetuti fallimenti nel tentativo di svolgere lo stesso compito. Come conseguenza, le persone spesso decidono che quel compito è in effetti impossibile, non può essere svolto, almeno non da loro: hanno imparato ad essere impotenti.

L’impotenza appresa è un limite auto-imposto

È questo il meccanismo psicologico per cui le persone smettono di provare. Se questo sentimento copre un’intera gamma di abilità, il risultato può essere una grave difficoltà nell’affrontare la vita. Nel caso estremo, tale impotenza appresa conduce alla depressione e alla convinzione di essere incapaci e inutili come persone. È un meccanismo subdolo perché a volte bastano solo alcune esperienze casualmente negative per scatenare la reazione.

Il fenomeno è stato più frequentemente studiato come un precursore del problema clinico della depressione, ma è evidente anche in ambienti scolastici, sociali e nell’utilizzo di strumenti nella vita quotidiana. Le fobie comuni verso la tecnologia e verso la matematica, ad esempio, derivano in gran parte dal fenomeno dell’impotenza appresa. Quando avvengono fallimenti ripetuti nell’affrontare una situazione apparentemente semplice è facile per le persone generalizzare e sottintendere che si tratti di un problema insito nella loro persona. L’impotenza talvolta viene persino insegnata. Quando le persone hanno problemi con l’uso della tecnologia, specialmente quando percepiscono, di solito erroneamente, che nessun altro ha gli stessi problemi, tendono a incolpare sé stesse. Peggio ancora, più hanno problemi, più si sentono impotenti, più credono di essere tecnicamente o meccanicamente inetti.

Una profezia che si auto-avvera

Il fenomeno dell’impotenza appresa è particolarmente ironico perché le persone si sentono colpevoli in prima persona quando invece di solito la colpa risiede nell’ambiente. Considerate l’allergia che molti hanno per la matematica. Basta non aver capito subito un elemento per fallire in tutti gli argomenti che seguono, causando una catena di fallimenti che convincono la persona di essere incapace nella matematica, quando in realtà il fallimento è più probabilmente derivato dal fatto che l’insegnamento della materia è stato scorretto. Il problema è che una volta che il fallimento è avvenuto, viene presto generalizzato a tutto l’argomento della matematica. Lo stesso fenomeno è comune nel rapporto con la tecnologia. È un circolo vizioso: se fallisci in qualcosa pensi che sia colpa tua, quindi pensi di non poterlo fare, e di conseguenza la prossima volta che devi svolgere il compito credi di non poterlo fare, quindi non ci provi neppure e, inevitabilmente, fallisci di nuovo, il che prova che è colpa tua. Sei allora intrappolato in una profezia che si auto-realizza.

Imparare ad avere successo: fallire è imparare

Ma proprio come impariamo a rinunciare dopo ripetuti fallimenti, possiamo imparare ad avere risposte ottimistiche e positive alla vita. Per anni, gli psicologi si sono concentrati sulla triste storia di come le persone fallivano, esplorando i limiti delle capacità umane e delle psicopatologie: depressione, mania, paranoia e così via. Ma il ventunesimo secolo ha visto un nuovo approccio: concentrarsi su una psicologia positiva, uno sviluppo di una cultura del pensiero positivo e del sentirsi bene con sé stessi. In realtà, il normale stato emotivo della maggior parte delle persone è positivo. Quando qualcosa non funziona, invece di incolpare noi stessi è altrettanto facile imparare a incuriosirsi a una sfida interessante o essere ben disposti verso un’esperienza di apprendimento positiva. Dobbiamo rimuovere la parola “fallimento” dal nostro vocabolario, sostituendola invece con la parola “apprendimento”. Fallire è imparare: impariamo di più dai nostri fallimenti che dai nostri successi. Ad ogni successo, certo, siamo contenti, ma spesso non abbiamo idea del perché ci siamo riusciti. Con il fallimento, è spesso possibile capire il perché delle cose e garantire che il male non accadrà mai più e il successo sia più probabile in futuro.

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