Costo di produzione e Legge di Wright: l’esempio dell’automobile

Il costo di produzione ha un effetto pesante sul costo di vendita e quindi sul volume del business. Ma il costo di produzione non è fisso nel tempo e tende, con l’aumentare del volume di produzione e con lo sviluppo tecnologico, a scendere. Ciò significa che con il tempo e con l’abbattimento dei costi di produzione quelli che erano prodotti di nicchia di piccole aziende possono diventare prodotti adatti alle masse.

Ideata per la prima volta da Theodore Wright nel 1936, la Legge di Wright si propone di fornire un riferimento per riuscire a prevedere il declino dei costi di produzione come funzione della produzione cumulativa.

La Legge di Wright dice che ogni volta che il numero totale di unità prodotte raddoppia, i costi di produzione scendono di una percentuale costante.

La legge di Wright è legata al concetto della curva di apprendimento: i costi di produzione vengono abbattuti grazie all’apprendimento derivato dalla produzione stessa.

L’origine della Legge di Wright

Studiando la produzione degli aeroplani, Wright osservò che ogni volta che veniva raddoppiato il numero totale di unità prodotte si otteneva una riduzione del 10-15% della forza lavoro. Il costo di produzione era influenzato dall’apprendimento, che era una diretta conseguenza dell’esperienza derivata dalla produzione stessa. L’esperienza si accumulava con ogni unità prodotta, ogni miglioramento portava a una maggiore efficienza, che aveva un effetto cumulativo su ogni unità successiva.

La legge di Wright è espressa matematicamente con:

Y=aXb

Dove Y è il costo di produzione (o il tempo di produzione) per unità, X è il numero totale di unità prodotte, a è il costo (o il tempo) richiesto per produrre la prima unità e b è la pendenza della funzione.

La famosa Legge di Moore, che prevede che numero di transistor in un processore raddoppia ogni due anni, definisce il costo di produzione come funzione del tempo, mentre la Legge di Wright fa previsioni sul costo come funzione del numero di unità prodotte.

Predire il costo di produzione dell’automobile

La Legge di Wright ha previsto 109 anni di andamento dei costi di produzione nel mondo dell’auto, e la forza del modello continua con la transizione verso l’auto elettrica.

Prevedere la crescita di un’industria non è semplice perché la maggior parte delle analisi finanziarie si basano sull’analisi per analogia: si proietta nel futuro ciò che è accaduto nel passato. Ragionare per analogia non necessita di grande competenza del campo in questione, ma è efficace solo se si postula che il futuro sia simile al passato e le variabili che determinavano il successo in passato saranno la stesse che determineranno il successo in futuro. È spesso il caso che le cose stiano effettivamente così, ma prima o poi il mondo cambia.

Questa era New York nel 1903 e nel 1913:

Costi di produzione nell’industria dell’automobile

Quando si analizza il margine lordo di, ad esempio, un modello di automobile, cioè il prezzo di vendita meno il costo di produzione di un’auto, la tentazione è pensare che quel margine sia fisso, ma nella realtà non è così.

In un’industria molto vecchia, in cui la tecnologia fondamentale non è cambiata da secoli, come l’industria dell’automobile, l’abbattimento del costo di produzione e quindi l’aumento del margine lordo è limitato sul breve periodo: ci vogliono molti anni per raddoppiare la produzione totale delle automobili, visto che le auto sono state prodotte a volume per oltre un secolo. I costi dunque sembrano sempre gli stessi e si notano gli effetti della Legge di Wright solo se si prendono in considerazione periodi di tempo lunghi.

Ma quando si valuta un’industria basata su una nuova tecnologia, in cui il numero totale di unità prodotte è basso, e con il crescere esponenziale nel volume della produzione che si osserva durante l’avvento di una nuova tecnologia, il costo di produzione viene abbattuto con grande velocità e i margini sul prodotto possono cambiare drasticamente nel giro di pochi anni.

Esempi della Legge di Wright, da Ford a Tesla

Sin dai primi del ‘900, l’industria dell’auto ha mostrato una curva di apprendimento dell’85%, che si traduce in un declino del costo di produzione del 15% a ogni raddoppio del numero di unità prodotte. Il Modello T della Ford seguì quasi esattamente la Legge di Wright dal 1909 al 1923.

calcolo costo di produzione

La Model 3 della Tesla, la prima auto elettrica a essere davvero prodotta su scala con una piattaforma dedicata ha seguito anch’essa la Legge di Wright.

costo marginale di produzione

La nozione di un raddoppio della produzione su base cumulativa non è intuitiva e spesso causa confusione. Nello schema qui sopra ad esempio l’asse X non rappresenta il tempo, ma il numero totale di esemplari di Model 3 prodotti.

Queste considerazioni sono importanti per prevedere l’andamento non solo delle finanze aziendali, ma anche per prevedere l’andamento di un’intera industria. La Model 3 della Tesla aveva inizialmente un margine lordo negativo. Al salire del numero delle unità prodotte il costo di produzione è rapidamente sceso fino a raggiungere un margine lordo di circa il 15%, con un trend che continua in positivo.

Cosa implica la Legge di Wright per il costo di produzione finale

Gli scettici di questa metodologia estrapolano la linea tracciata dalla legge di Wright per concludere che la Legge di Wright dice che il costo di produzione scenderà a zero, cosa chiaramente assurda.

Nella realtà, raddoppiare il numero di unità prodotte è molto facile inizialmente, quando la produzione è appena incominciata, ma sempre più difficile man mano che il numero di unità già prodotte aumenta. Ad un certo punto il fattore limitante diventa la domanda per il prodotto. Il risultato è che la linea termina a un punto fisso che non è 0.

Il Modello A e i risciò

Nel 1903 Ford produsse 2000 unità del suo Modello A. Il Modello A veniva venduto a un prezzo che, corretto per l’inflazione, equivale a 23000 dollari odierni. Seguendo le previsioni della Legge di Wright in cui il costo di produzione scende continuamente in funzione del numero di unità già prodotte, oggi il costo di produzione un’automobile Modello A sarebbe di circa 1500 dollari.

Ford naturalmente non produce più il Modello A, ma si possono fare dei paralleli. Il Modello A del 1903 aveva 8 cavalli e una velocità massima di 45 km/h e se è vero che la Ford non vende più auto con prestazioni così basse, la Tata Nano e il risciò della Mahindra hanno simili prestazioni del Modello A e sono venduti per circa 2100 dollari. Se i consumatori fossero ancora disposti a pagare 23000 dollari per un’auto a 8 cavalli, la Ford godrebbe di margini intorno al 90%.

Succede che, al diminuire del costo di produzione, l’aumento di guadagno viene condiviso con i consumatori, che godono di una diminuzione di prezzo a parità di prestazioni o di un aumento delle prestazioni a parità di prezzo.

La Legge di Wright si applica anche a industrie mature

Mentre è più facile vedere la legge di Wright in atto quando un’industria è giovane grazie al fatto che il raddoppiamento del numero totale di unità prodotte avviene inizialmente nel giro di poco tempo, la Legge di Wright si applica sempre.

I costi di produzione devono essere valutati in relazione ai miglioramenti tecnologici del prodotto. Per verificare l’affidabilità della Legge di Wright si può utilizzare il numero di cavalli (CV) come metro di misura dell’evoluzione tecnologica dell’industria automobilistica.

Il costo di produzione per cavallo del Modello A nel 1903 era di circa 3000 dollari. Secondo la Legge di Wright nel 2012, quando Ford produsse la sua 350 milionesima automobile, il costo per cavallo sarebbe dovuto essere di circa 167 dollari. Nel 2012 la Ford produceva modelli come la Focus e la Fiesta per 135 dollari/CV. Ciò significa che la previsione della Legge di Wright a partire dai costi di produzione del 1903 era nel 2012 alquanto precisa.

L’abbattimento del costo di produzione nell’auto elettrica

Una tecnologia matura non sembra diminuire nel costo di produzione semplicemente perché il tempo per raddoppiare in numero totale di unità prodotte è molto lungo. A fine 2019 le aziende automobilistiche avevano prodotto solo 3,4 milioni di auto elettriche, meno dell’1% delle 2,5 miliardi di automobili a combustione interna mai prodotte.

A 90 milioni di unità annue (all’incirca la produzione automobilistica annua attuale), l’industria impiegherebbe 29 anni per raddoppiare il numero totale di auto a combustione interna mai prodotte. Di contro, il numero totale di auto elettriche mai prodotte raddoppia circa ogni anno. Il costo di produzione segue la Legge di Wright in entrambe le tecnologie, la ragione per cui il declino dei costi di produzione delle auto elettriche è molto più rapido del declino del costo delle auto a combustione è il minor tempo impiegato per raddoppiare la produzione: attualmente il costo delle auto a combustione scende di circa 0.5% all’anno, mentre il costo di un’auto elettrica scende del 12% circa.

Le previsioni di cosa accadrà nell’industria automobilistica, e di qualunque altra industria nei prossimi dieci anni cambiano radicalmente se i costi di produzione futuri vengono valutati attraverso la Legge di Wright oppure proiettati verso il futuro postulando un andamento lineare a partire dai dati del passato.

La Legge di Wright è stata riportata all’attenzione ultimamente da ARKInvest.

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